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TEGORZO
Il
Piave, nel suo percorso dalla montagna al mare,
segna indelebilmente momenti di storia, di cultura
e di vita nei territori che con le sue acque tocca.
E’ a Fener che le due sponde vengono unite
da un ponte: ponte Tegorzo. Nel contesto montano
dolomitico si presenta così il territorio
feltrino a confine con la provincia di Treviso,
con tutto il suo fascino, con quel fascino naturale
e speciale che solo i panorami alpini danno.
Era evidente che con un punto così specifico
e con quel particolare nome vi sorgesse accanto
una attività che al nome stessa si legasse:
il “RISTORANTE TEGORZO”.
La prima costruzione viene distrutta dai bombardamenti
della prima guerra mondiale, non rimane
di lei che un |
misero “pinnacolo” ed un mucchio di
macerie. La gente, rude e caparbia, dal carattere
solido non si arrende, la vita deve continuare ed
anche il Tegorzo che provvisoriamente fa sapere
di essere vivo e diventa un “restaurant de
tola”, di tavole sì ma vivo come dimostra
la fotografia d’epoca che illustra la struttura
con la sua bella targa ed a fianco appunto quello
che era rimasto dalla distruzione.
Strana la storia di questo ristorante che nel percorso
della sua vita, oltre che la demolizione del 15-18
ne subisce altre due altrettanto devastanti ma solo
per rinascere ogni volta più bello di prima.
Sono trascorsi quasi 40 anni da quando i fratelli
Gerlin, Silvano e Armando allora poco più
che ventenni, prendono possesso della struttura;
Silvano all’accoglienza ed Armando alla cucina.
Nella foto d’epoca la struttura trovata dai
fratelli allora.
Nel corso degli anni, la qualità imprenditoriale
di rilevante importanza fa si che la struttura diventi
“stretta” per i due fratelli ed ecco
che avviene una prima demolizione che la rende così
più efficiente consentendo ai Gerlin di dare
ampio spazio e soddisfazione alle loro qualità
di albergatori e ristoratori. Si arriva a tempi
più recenti, si entra in Europa, i Gerlin
non sono soddisfatti, bisogna perfezionare il migliorato.
Allora giù tutto, ancora una volta; ruspe,
gru, cemento e ferro, tanto ferro, dobbiamo rendere
sicuro il tutto, quindi progettazione con le più
ampie garanzie antisismiche, migliori servizi, confortevoli
spazi.
Maggiori e grandi impegni per i due fratelli che
da quarant-anni oltre che dal sangue sono uniti
anche nel percorso lavorativo della loro vita ed
oggi sono confortati anche della presenza
dei loro rispettivi figli, Renzo, Francesca, Alessandra
e Daniele che insieme fanno una autentica “tasch
forze”.
Nella terza foto come si presenta oggi il “Tegorzo”,
“ed il Piave mormorò……<quasi,
quasi, faccio una sosta….>”
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